Crescere Insieme

Tre gemelline all’asilo

All’asilo nido di Vetralla sono arrivate tre gemelline!

Di Giulia, Federico e Martina

All’asilo sono arrivate tre piccolissime amiche, le gemelline Sara, Sofia e Serena, sono state accolte da noi con affetto e con un pizzico di gelosia.

Ognuno di noi ha acquisito qualcosa conoscendole; Giulia è diventata la più grande e spesso aiuta le educatrici ad occuparsi delle bambine, Federico è dovuto crescere un po’ più, dato che le coccole sono state un po’ divise, i grandi dicono che l’amore non si divide ma si moltiplica, è vero, la classe è invasa da amore!

Martina che fino ad oggi era la più piccola è stata felicissima, ora ha tre amiche della sua età! La mamma delle bambine è stata bravissima a “separarsi” da loro, noi l’abbiamo accolta con gioia nella nostra grande famiglia, anche se un po’ di magone ci è venuto, ma la nostra mamma quando viene? Le nostre dolci educatrici ci dicono che torna sempre a prenderci dopo il lavoro e questo ci rassicura!

Ma questo lavoro chi l’ha inventato???La mamma delle bimbe è stata molto decisa e sicura, ha affidato alle educatrici le sue tre gioie con molta fiducia.

La fiducia… in questo sono molto brave le nostre “educangeli”…Le bambine passano un po’ del loro tempo in luoghi morbidi dove si sperimenta il calore ed il contenimento, che bello stare sdraiati liberi, morbidi, caldi e coccolati! Le bimbe non piangono quasi mai, solo se hanno sonno e loro sono delle dormiglione, quando hanno fame e sono di “pasto”, oppure sono sporche e noi compagnetti di sezione pensiamo che hanno una grande produzione di “pupù” più di tutti noi…

All’asilo sono tutti molto contenti dell’arrivo delle gemelle, specialmente la sorellina che è nella sezione dei medi, spesso viene a trovarle e le riempie di baci.

Quanti sorrisoni quando si vedono tutte e quattro! Solo una cosa noi tre ci chiediamo, ma come si fa a riconoscerle che sono tutte e tre uguali???

Share

MAMMA… cuciniamo insieme??

festa della mamma cucinare

In occasione della Festa della Mamma la Sezione dei Piccoli dell’asilo nido “Fiamme Gialle” ha organizzato un laboratorio davvero speciale!!

Casa c’è più divertente di preparare la pappa assieme alla propria adorata mamma??

E allora tutti all’opera per impastare e pasticciare con farina, acqua e uova!

mamma2

Organizzando l’attività abbiamo deciso che la preparazione delle fettuccine potesse rappresentare in pieno lo scopo della festa, da un lato rievocare un simbolo della tradizione familiare e dall’altro creare un momento di cooperazione, condivisione e socializzazione in cui le mamme scoprissero lo spirito di spensieratezza e libertà che vivono ogni giorno i loro figli in asilo nido.

E stata davvero una grande soddisfazione vedere la gioia dei bambini nell’aver accanto la propria mamma e, soprattutto, l’entusiasmo di quest’ultime per l’opportunità di diventare compagne di gioco e di avventura dei loro piccoli.

mamma3

Per noi educatrici, è in momenti come questo che si assapora il valore vero del nostro compito… Nonostante il duro lavoro e l’assiduo impegno dedicato ai bambini, per guidarli nel raggiungimento di obiettivi a breve e a lungo termine, il coinvolgimento e la partecipazione dei genitori nella vita dell’asilo nido è l’obiettivo più importante che si possa raggiungere!

La consapevolezza che i genitori ci affidano il loro bene più caro guida il nostro lavoro ogni giorno ma sapere di aver la loro stima e fiducia è per noi uno stimolo molto importante, che ci spinge a fare sempre di più e sempre meglio per sostenere la crescita e lo sviluppo dei loro piccoli tesori.

Giada Orati.

Share

La festa della mamma a Val Cannuta

La seconda domenica di maggio ricorre la festa della mamma.

festa della mamma asiloÈ un evento pieno d’amore che accomuna gran parte del pianeta in onore del grande ruolo che le madri hanno nella società e come ogni bella ricorrenza ci siamo adoperati per farla vivere con gioia e spontaneità ai bambini della sezione medio-grandi e alle loro mamme. Abbiamo infatti pensato di invitarle all’asilo per trascorrere una mattina con i loro figli e figlie. Il giorno della festa ci siamo ritrovati tutti insieme in classe e ogni bambino, insieme alla sua mamma, ha creato un’ “opera d’arte” dipingendo  su qualcosa che aveva  portato da casa, come ad esempio magliette della mamma,  guanti, presine, grembiuli da cucina e via discorrendo.
Questo momento è stato molto emozionante, anche se si sa che il regalo più grande per ogni mamma è il proprio figlio/a e contestualmente la sua felicità e serenità. Ovviamente i “dipinti” hanno assunto le più svariate forme e rappresentazioni, ma in questi casi non conta tanto la capacità artistica quanto la sostanza. Su quelle maglie, presine o altro,  infatti, non c’era di certo il nuovo Picasso o il nuovo Giotto, ma è stato raffigurato tutto l’amore del mondo, quello che solo un figlio sa donare alla sua mamma.
Finito di dipingere si è allestita una zona con dei tavolini ricchi di ogni prelibatezza,  dove bimbi e mamme hanno assaporato e testato le capacità culinarie della nostra cuoca Cristina. La festa poi si è spostata in giardino, dove i piccoli hanno dato sfogo alla loro esuberanza ed energia. La mamma di una bimba, a fine giornata, ha ringraziato la propria figlia per lo splendido dono e poi rivolta a noi educatori ha detto: “ Un grande ringraziamento va ovviamente a voi e al nido, perché sono certa che non potevo trovare posto migliore dove ho la certezza che mia figlia cresca con serenità, gioia, allegria e tanta armonia!” Ovviamente, l’emozione e la gioia nel vedere i nostri bimbi gioire alla presenza delle loro mamme all’interno del nido è stata indescrivibile.
Tutto ciò ha nuovamente rafforzato in noi educatori  l’idea che un “nido aperto” è un luogo dove si respira più amore e serenità e dove in una mamma e in un papà accresce la consapevolezza e la convinzione  che il loro piccolo venga accolto in una seconda famiglia. Tanti saluti dal vostro educatore Gabriele. Dall’asilo Val Cannuta M2 un abbraccio e alla prossima.

Share

Maggio, mese di bilanci e di pappe

prima-pappaEccomi ancora con voi per una piacevole chiacchierata. Siamo giunti a maggio e quindi anche la bimba più piccola dei lattanti ha compiuto un anno…penso a loro e ai progressi che hanno compiuto. Per i piccoli non devo più preparare “pappette” una diversa dall’altra(a parte i piccoli intolleranti, naturalmente), né usare formati di pasta più piccola, né tantomeno omogenizzati. Ormai mangiano da “grandi” e sono anche molto soddisfatti, lo si capisce dall’impegno che mettono nel portare le posate alla bocca, dal modo corretto con cui tengono il bicchiere per bere e dai visini gioiosi che mostrano tutto il loro gradimento per il cibo!

Credo che questo sia il risultato di un’ottima collaborazione tra me che cucino, le educatrici(altamente qualificate e sempre attente nell’insegnare ai loro piccoli a “fare da soli”) e i genitori sempre disponibili a seguire a casa la linea di condotta praticata al nido! Che dire poi dei “bimbi medi”? Loro ormai apparecchiano e sparecchiano a turno egregiamente, sporzionando il primo e chiedendo sempre a gran
voce il bis e il parmigiano. Infine i “grandi”, loro sono pronti per la scuola materna e,ogni giorno,hanno sempre una richiesta in merito alle pietanze proposte nel menù, alle volte ho l’impressione che vorrebbero
sostituirsi alla dietista! E’ meraviglioso lavorare per loro perché quotidianamente mi donano amore e sorrisi come quando gli porto il pranzo e loro felici,sollevando le braccia,al mio: «Bimbi vi voglio tanto…» e loro mi rispondono in coro: «Beneeee!» e poi mi tirano i bacini.
Si, è proprio stupendo «Crescere insieme».

Iaia pappa

Share

La Paura nei bambini: approfondimenti della psicologa

La paura fisiologica dei bambini

Quando si ha paura si sta male” dentro”. La paura è una emozione avvertita da ogni essere umano e può essere considerata come un meccanismo autoprotettivo del cervello che permette al bambino di acquisire nel corso del suo sviluppo strategie di difesa verso i potenziali pericoli  che provengono dall’ambiente. La sensazione della paura spesso si riferisce ad una situazione “non capita” dal bambino ma ben definita e riconosciuta spiacevole per lui. La paura vissuta dal piccolo non si presenta in maniera aperta e chiara né tanto meno il bambino riesce a verbalizzarla. In questo senso il genitore deve poter leggere dal comportamento non verbale di suo figlio i sintomi che possono indicare un disagio legato alla paura, per intervenire con lui in maniera adeguata. Si consideri che quando  il cervello percepisce il pericolo entra in allarme ed  attraverso i  nervi del sistema nervoso autonomo, invia messaggi agli organi interni regolandone l’attività per adattarla alle esigenze della situazione: lo stomaco è teso, la frequenza cardiaca aumenta, la pressione arteriosa aumenta, mani e piedi sudano, la bocca è secca. Queste sono le reazioni tipiche della paura negli esseri umani.

Cosa accade ad un bambino al di sotto dei tre anni che ha paura, rispetto ad un adulto che ha paura?

L’adulto attiva un ragionamento sulla base delle proprie esperienze,  strategie innovative e risoluzione del problema, (problem solving). Il bambino contrariamente subisce l’emozione della  paura in quanto nell’immediato percepisce  le caratteristiche delle informazioni in arrivo senza una razionalizzazione delle stesse. Il cervello di un bambino al di sotto di un anno apprende in maniera automatica e risponde e si difende esattamente per come riceve: ad uno stimolo segue un atto motorio. Tanto più è piccolo, tanto più utilizza il proprio corpo come strumento di espressione del proprio disagio. Nel primo anno di vita il bambino vive le paure  generate proprio dalle prime percezioni del suo corpo. E’ il periodo in cui attraverso questo tipo di esperienze spesso casuali si sviluppa una forma di intelligenza primitiva e  concreta: l’intelligenza senso-motoria. Questa forma di conoscenza  è strettamente dipendente dallo stimolo che gli organi sensoriali del bambino percepiscono:

  • Suoni acuti e improvvisi (sistema vestibolare)
  • Lampi, luci violente, oggetti che si avvicinano rapidamente (sistema visivo)
  • Cambiamenti improvvisi e inaspettati, perdita dell’ appoggio (sistema propriocettivo, sensoriale, tattile)
  • Stimoli dolorosi (sistema percettivo-sensoriale)

paura_bambiniTutte le informazioni in entrata nel SNC vengono percepite in primo luogo dal sistema limbico  emozionale il quale offre una colorazione affettiva agli stimoli in arrivo. Nelle prime fasi di sviluppo quando il sistema cognitivo corticale è ancora largamente incompleto, il bambino risponde emozionalmente prima ancora che verbalmente. Per sistema cognitivo corticale si intende l’attività della corteccia cerebrale che controlla il comportamento dell’essere umano come, ad esempio, la concentrazione e l’inibizione degli impulsi, l’elaborazione cognitiva delle informazioni, il relazionarsi sociale. L’emozione si scatena in modo indipendente dal pensiero razionale. Il bambino percepisce  in maniera addirittura amplificata rispetto alla nostra codificazione linguistica, verbale, proprio perché vi è una scarsa integrazione tra la parte affettiva, emozionale e la parte cognitiva ovvero tra il sistema limbico e quello corticale. Egli è completamente assorbito dal suo agire; tutto deve passare attraverso l’esperienza diretta, prima di poter arrivare ad una rappresentazione mentale e concettuale di quanto sta vivendo. Considerate che nel cervello del  bambino il percorso del messaggio in arrivo e la risposta di paura è veloce ed imprecisa e consente solo di “difendersi” da stimoli potenzialmente pericolosi o così percepiti prima di sapere esattamente che cosa siano. Successivamente il bambino, da un anno in su, apprende in maniera più complessa. L’attenzione, la razionalizzazione, l’astrazione, la progettazione, la sintesi…, sono attività cognitive generate dalla maturazione della corteccia cerebrale frontale e prefrontale. Il bambino per fronteggiare la sua paura in maniera adeguata, dovrebbe prima bloccare l’emozione paura e poi attivare un ragionamento;  capacità  impossibile per i bambini al di sotto dei 3 anni.

La spiegazione è data dalla maturazione neurofisiologica del cervello.

fulmini300-150x150La paura è una emozione molto istintiva e geneticamente predisposta anche negli animali e si attiva in un’area primitiva del cervello, il sistema limbico, che attiva l’elaborazione emotiva ed emozionale degli stimoli in arrivo. Mentre la corteccia prefrontale, che è l’area deputata alla elaborazione cognitiva (conoscenza), attiva l’identificazione ed interpretazione degli stimoli sensoriali ed è  in grado di valutare in che cosa consiste un pericolo potenziale. Harry T. Chugani e collaboratori dell’Università della California a Los Angeles dimostrano che l’attività della corteccia prefrontale aumenta nei bambini fra i 7 e i 12 mesi di età. E’ il periodo in cui il bambino richiede la presenza del genitore riconosciuto come l’unica fonte di amore (attaccamento) con una evidente paura per l’estraneo.  Il suo comportamento è determinato dalle funzioni del sistema limbico (cervello emozionale) predisposte a difendere  un equilibrio interno di benessere e di sicurezza, acquisito dal bambino e a rifiutare l’intromissione di eventi che possono “attentare” soprattutto al suo fabbisogno affettivo. Quando si vive in genere una paura  la corteccia prefrontale dovrebbe  valutare il “pericolo”, l’amigdala, che fa parte del sistema limbico regolare l’emozione  (la paura), l’ipotalamo,  in conseguenza di quanto sta accadendo, modulare la secrezione di ormoni che vanno a garantire ai muscoli l’energia necessaria, ad esempio, per una fuga. Il bambino piccolo piange, si dimena; il più grande si nasconde oppure si stringe alla sua figura di riferimento. Ma tutto questo è sempre un comportamento naturale che va maturando con lo sviluppo delle funzioni superiori del cervello. Alla nascita il cervello umano percepisce ancora in maniera globale  e non seleziona i messaggi in arrivo, per cui il bambino “si prende tutto” e si spaventa per il solo fatto che non conosce. Il suono stridulo e disturbante di un campanello non è associabile ai suoni della voce della mamma e del papa o dei familiari…    il rumore di una aspirapolvere o di un frullatore o lo starnuto del papà  non sono ancora ben definiti selettivamente come suoni appartenenti ad eventi quotidiani in un sistema di benessere familiare. Una volta “entrata”  l’informazione  “anomala” nel cervello del bambino piccolo, la stessa, se ripetuta nel tempo ( come può essere anche un campanello allarmante di casa), può  creare uno stato persistente  di paura e disagio che si va esprimendo con risposte somatiche e comportamenti irrazionali come il pianto. In funzione della maturazione cerebrale le paure dei bambini possono essere così  identificate:

Le paure legate allo sviluppo affettivo-emotivo che si presentano nei bambini di 2- 5 anni.

Paura dell’abbandono e degli estranei (1-2 anni) = fase dell’attaccamento. Il bambino ha paura di essere abbandonato dal proprio genitore nel momento in cui egli si allontana da lui. Questa forma di paura si sviluppa paradossalmente dalla maturazione di  una intelligenza più complessa ed elaborata (intelligenza rappresentativa) che comporta nel bambino la consapevolezza di avere accanto a sé precise figure di riferimento, appunto i genitori, che lo amano e soddisfano ogni  suo bisogno cognitivo-affettivo. Si tratta di una reazione assolutamente naturale e necessaria che testimonia il  valore della relazione mamma-figlio, del loro rapporto simbiotico. La paura dell’estraneo presente in questo periodo nel bambino è indispensabile ed è il segnale di un processo di crescita e di presa di coscienza dell’altro e di sé.

Paura del  buio

bambini-che-hanno-paura-del-buioIl bambino intorno ai 6-8 mesi, può avere paura del buio in quanto perde il contatto con l’esterno. Abbiamo già precisato che il bambino “vive” attraverso il suo corpo e quindi i suoi organi di senso. Il buio rappresenta qualcosa che “non vede” e non avendo ancora maturato la capacità di ragionare per astrazione non può identificare il fenomeno buio nella sua realtà oggettiva. Inoltre  quando il bambino inizia ad interiorizzare per associazione che il buio si accompagna al sonno e quest’ultimo all’abbandono del suo mondo cosciente e del genitore che si allontana da lui, si intensifica la sua paura in maniera sempre più cosciente, tanto da anticiparla magari con un pianto disperato e non vuole dormire ancor prima che si verifichi il motivo reale scatenante la paura.. appunto il buio. Tutti i bimbi ne sono, in forme diverse, vittime.

Paure apprese dalla sperimentazione nel proprio ambiente  o a seguito di eventi traumatici .

La paura dei tuoni, dei botti di capodanno, delle belve cattive, delle “alzate” di voce dei vicini…. sono il risultato di un senso di vulnerabilità generato dalla  irrazionalità del bambino che considera questi messaggi ed altri pericolosi per lui”. Si tenga sempre presente che il cervello dei bambini segue una propria logica strutturata sulla componente emozionale/affettiva delle esperienze.

Paure dei bambini in famiglia

Litigi degli adulti, malattie, lutti, scene violente sugli schermi televisivi… i bambini possono dar luogo a timori legati alla perdita del genitore, della propria casa, di tutto ciò che amano.  Questo tipo di paure richiama la presenza del genitore nel selezionare per conto del bambino i messaggi altamente violenti. Abbiamo visto che la via comunicativa preferenziale dei bambini è quella emozionale/affettiva e scopo dell’educazione è anche quello di arrivare a “depositare” nelle sfere cognitive corticali, con gradualità, tutte le informazioni necessarie a far capire al bambino  il perché e il come delle situazioni che vive.

Dott.ssa Elisa Speranza

Psicologo, psicoterapeuta

Share

Il Ciambellone alle pere

piatto-pronto-coltello-tovagliolo-verde_dettaglio_ricette_slider_grande3Che bello, al mattino, mentre sto mettendo in moto la cucina, sentire i bimbi che arrivano e gioiosamente mi chiamano, non solo per salutarmi, ma anche per chiedermi un “bicotto”….e poi, quando l’hanno ottenuto, vederli sorridere, tirare bacini e correre traballanti dalle educatrici nelle sezioni! I dolci rappresentano sempre una coccola per grandi e piccini e quindi anche oggi voglio suggerirvi una ricetta “golosa” ottima per la merenda o per la colazione: il ciambellone alle pere.

INGREDIENTI:

  • 4 uova intere
  • 300 gr. di zucchero
  • lievito per dolci
  • 1/2 bicchiere d’olio ex. d’oliva
  • una tazza di succo di frutta alla pera
  • farina necessaria per ottenere un impasto cremoso.

Sgusciate le uova in una terrina e mescolando accuratamente con una frusta manuale o elettrica, inserite progressivamente uno alla volta tutti gli ingredienti;imburrate e infarinate una teglia da forno che,preferibilmente, sia circolare e con il buco centrale,versatevi il composto ottenuto e lasciate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40° min.

BUON APPETITO!!!

Share

Paura. Chi non ha paura della paura?

Bambini Paure favolePaura. Chi non ha paura della paura? E chi non vorrebbe proteggere i propri figli dalla paura, in questo modo proteggendo se stessi dalle mille ansie e paure della vita.

In questi ultimi colloqui con i genitori, mi sono spesso imbattuta nella difficoltà di affrontare i sentimenti negativi con e dei propri figli. Si vorrebbe esorcizzare la loro rabbia, l’aggressività e la paura, in una tensione ambivalente per cui evitarle a loro vorrebbe dire anche un po’ proteggere se stessi.

Allora imparare ad accettare i sentimenti negativi, in primo luogo noi come adulti, aiuta anche i nostri bambini ad affrontarli. Il messaggio che vorrei far arrivare ai genitori è che il regalo più bello che noi possiamo fare ai nostri figli è quello di aiutarli a crescere forti e capaci di affrontare la vita, nei suoi aspetti positivi e negativi; imparare a riconoscere i sentimenti positivi di gioia, allegria e amore, come quelli negativi di rabbia, paura e attesa.

Ma come? Prima di tutto accettandoli dentro di noi, e poi, ad esempio, ritrovando il calore e il piacere di rileggere le fiabe popolari classiche con i nostri figli. Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, La Bella Addormentata nel Bosco arrivano da lontano a parlare ai nostri cuori di amore, ma anche di malvagità; di paura e di coraggio; di prove difficilissime, ma anche di lieto fine conquistato con destrezza. Bruno Bettelheim ne “Il mondo incantato” descrive l’importanza del messaggio insito nelle fiabe popolari e lo definisce così: “Esse parlano (al bambino) delle sue grave pressioni interiori in un modo che il bambino inconsciamente comprende, e – senza sminuire le violente lotte interiori che il processo di crescita comporta – (le fiabe) offrono esempi di soluzioni sia permanenti sia temporanee a pressanti difficoltà.”.

Mi rendo conto di aver affrontato un discorso molto ampio e che questa ne sia solo l’introduzione; ma, se vi interessa, lo riprenderemo presto….

Tina Isacco, pedagogista.

Share

La festa del papà: divertirsi con l’arte del riciclo

di Jessica Imperatori, Asilo Crescere Insieme

La festa del papà è alle porte e per far fronte alla crisi abbiamo pensato che per fare il lavoretto dedicato a questa ricorrenza può essere utile e divertente sfruttare l’arte del riciclo, impegnandoci a trovare un’idea originale ed economica. Così sono andata in cucina e ho chiesto alla cuoca se gentilmente ci metteva da parte un pò di cartoni e tappi degli omogeneizzati per dar vita alla nostra cornice colorata. Essendo un lavoretto un po’ complesso, io e le mie colleghe Martina e Ramona abbiamo suddiviso la costruzione in diverse giornate. Il primo giorno, i bambini hanno colorato con pennelli e tappi di sughero il retro della nostra futura cornice fatto di cartone. Il secondo giorno, i piccoli artigiani con molto entusiasmo e, devo dire, anche con rapidità hanno colorato i tappi degli omogeneizzati di tanti colori. Il terzo giorno con l’aiuto di noi educatrici i bambini hanno assemblato i tappi al cartoncino. Ecco fatto!!! La cornice è pronta abbiamo inserito una foto che ritraeva ogni bambino con i loro papà. In questo modo siamo riuscite a conciliare divertimento e originalità per un lavoretto che sicuramente i loro adorati papà gradiranno.

Share

Esplorando il corpo umano

Salve a tutti, sono Chiara dell’asilo nido di Tor Bella Monaca ed in quest’articolo volevo raccontarvi dell’esperienza fatta da me e le mie colleghe (Elisa, Alessandra e Marianna) con i bambini della sezione medi-grandi sulle varie parti del corpo umano.

Corpo UmanoDurante i mesi trascorsi dall’inizio dell’anno scolastico ho notato che i bimbi sono molto attenti e curiosi quando vengono “interrogati” sulle parti che costituiscono il corpo ed allora ho pensato : “Perché non fargli fare un’attività con un cartellone a grandezza naturale loro ed altre attività connesse a questa adatte alla loro età come il disegno o il collage di ogni parte?” . E così abbiamo fatto! Per un paio di settimane del mese di Febbraio i bambini, con il nostro aiuto, hanno imparato bene a conoscere il corpo umano tramite l’illustrazione del cartellone ( che ora è sempre a loro disposizione attaccato su una parete della sezione) ed ogni volta che noi educatrici chiediamo come si chiama una parte indicandola o dove si trova una parte del corpo loro si affrettano tutti a dire il nome o ad indicarla su di sé ed a far vedere a noi educatrici che sanno qual’ è, mostrandosi molto contenti nel riconoscerla. Inoltre si sono divertiti molto a fare il collage del disegno  dei piedini con le palline di carta crespa, a colorare le manine, il viso ed i capelli stampati sui fogli con le varie tecniche (colori a cera, tempera, ecc). Noi educatrici abbiamo inoltre costruito un libricino illustrativo delle varie parti del corpo umano che ora è sempre a loro disposizione nell’angolo della lettura.

I bambini si sono mostrati molto attenti ed interessati nello svolgimento di queste attività; ed anche noi educatrici siamo molto soddisfatte e contente di sapere che il nostro lavoro ed il nostro impegno è così gradito dai bimbi. Un saluto… a presto!

 

Share

Giochi creativi con la pasta di sale

Fa ancora freddo, anzi freddissimo. Le giornate in casa con i bambini sono lunghe… Ecco una ricetta semplice, utile per passare il tempo in modo piacevole

La pasta di sale

  • due tazze di farina
  • una tazza di sale fino
  • acqua quanto basta

24.02.2012 322I bimbi più grandi potranno impastare personalmente gli ingredienti e poi iniziare a giocare, per i più piccoli dovrete farlo voi. Capita che alcuni bambini non vogliano nemmeno toccarla, non preoccupatevi basta riprovare più avanti. I più piccoli inizieranno facendo “coriandoli”, cioè spezzettandola in piccolissimi pezzi. Poi si può dare libero sfogo alla fantasia, prima manipolando in assoluta libertà, in seguito inventando mille storie e realizzando piccoli oggetti. Se il gioco inizia a languire basta introdurre una novità per renderlo di nuovo interessante: una conchiglia o un tappo, un piccolo pupazzetto o un animale, qualche foglia di basilico spezzettata… Se i più grandi avranno realizzato un oggetto che vorranno conservare, potrete lasciarlo asciugare tutta la notte sul calorifero e magari dipingerlo il giorno dopo.

 

Share