Archivi del mese: ottobre 2012

Ricetta di Halloween – Muffin alla zucca

di Anna, Cuoca dell’Asilo Nido “Fiamme Gialle”

Ciao a tutti sono Anna,

lavoro come cuoca nell’asilo nido”Fiamme Gialle”.

Oggi per la festa di Halloween i miei bimbi mangeranno i muffin con la zucca.
Quale occasione migliore per festeggiare in”dolce”compagnia!!??

Sicura di regalare loro solo deliziosi dolcetti anziché scherzetti.

Auguro a tutti  buona festa e buon divertimento!
Ma volete la ricetta!?…. Eccovi accontentati:

 

Ricetta Muffin di Zucca

INGREDIENTI

  • 250gr di zucca
  • 250gr di farina
  • 200gr di zucchero
  • 150gr di zucchero
  • 3 uova
  • cannella
  • vanillina
  • 1 bicch.di latte
  • 1 lievito per dolci

Cuocere la zucca al vapore e frullare.

Aggiungere le uova, il burro e il latte.

Miscelare al composto di uova(ecc)…gli ingredienti asciutti ed amalgamare il tutto.

Versare  il composto nei stampini e cuocere a 200° per 30 min.

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Noi, di Crescere Insieme…

di Delfa Di Pietro, Asilo di Tor Bella Monaca

Ciao a tutti,

mi chiamo Delfa e, con la qualifica di Ausiliaria, svolgo questo servizio ormai da ben tre anni, nell’ asilo Crescere Insieme di Tor Bella Monaca.

Amo questo lavoro, ed insieme ad altri ausiliari come me, tre donne e un uomo, abbiamo creato un vero e proprio team. In particolare, il nostro ruolo non deve mai essere sottovalutato, anzi, abbiamo  l’importante compito di rendere l’ambiente dove vivono i bambini privo di qualsivoglia elemento che potrebbe causare anche banali contagi ai nostri piccolini. Quindi, massima igiene e massima cura in ogni luogo, anche nel più piccolo particolare.

Siamo in grado di fare ciò anche grazie ai corsi HACCP che la nostra società ci obbliga a frequentare, quest’ultimi fanno cosi spaziare le nostre competenze di merito, dall’importante cura nel dosaggio degli esclusivi disinfettanti, alla conservazione degli alimenti negli apposti reparti.

Ma i miei compiti, non terminano solo con il ruolo di ausiliaria…infatti, entrando nelle sezioni per svolgere il nostro attento mestiere, i bambini ormai mi riconoscono, sia i grandi con noi ormai da tempo, sia i piccoli ovvero i nuovi arrivati che, lasciati per il primo inserimento alle amorevoli cure delle nostre maestre, non perdono tempo nel darmi confidenza con i loro sorrisi e le loro braccia allungate per essere presi, fino a quando si crea un gruppo tutto attorno che non mi lascia più andare.

Tutta questa bellezza di rapporti, si estende fino ai loro genitori che, vedendoti spesso entrare ed uscire dalle sezioni dei loro piccini, diventi per loro una persona di fiducia e cosi non esitano un attimo a chiedere se tutto è andato bene, se hanno pianto o cosa hanno mangiato, o se stanno giocando o dormendo. Ormai riconoscendo le mamme e i papà dei nostri piccoli, riesco sempre a tranquillizzare tutti con un sorriso.

E dopo l’esperienza di tre anni di lavoro, posso dire che passato il breve periodo per imparare a conoscere me i miei colleghi, lacrime e capricci vanno via lasciando spazio a sorrisi enormi.

Beh! Anche questa è la nostra e la mia forza che, unite al nostro compito primario, la massima igiene per i nostri piccoli, rendono ogni giorno questo mio lavoro tanto importante quanto gioioso.

Evviva i bambini!!!!

A presto sul blog di Crescere Insieme

Delfa

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Mentre mamma e papà sono a lavoro…

di Sara, Asilo Nido “Fiamme Gialle”

Ciao a tutti, mi chiamo Sara e lavoro nel micronido”Fiamme Gialle” da tre anni. Mi piacerebbe descrivervi un po’ la mia giornata  per farvi partecipi di quello succede quando voi siete a lavoro.

La mia giornata al nido comincia alle 7:15. Prima dell’arrivo dei bimbi, mi preparo e predispongo al meglio gli spazi per le attività che ho intenzione di far svolgere ai bambini in quel giorno. Dalle 7:30, insieme agli altri educatori, iniziamo ad accogliere i bambini in asilo, mentre i genitori ci riferiscono lo stato di salute ed eventuali bisogni specifici dei propri figli. Quando tutti i bambini della mia sezione (piccoli medi), sono arrivati, ci salutiamo cantando insieme la “canzone del Buongiorno”, come da routine giornaliera (attività per dare loro la possibilità di conoscersi meglio augurandosi buona giornata), diamo il cibo al pesciolino rosso, di nome Lino, e l’acqua alla piantina sul davanzale. Tutto questo prima di fare colazione, altro momento importante di relazione e condivisione.

Alle 9:30 la cuoca ci porta in aula frutta fresca di stagione frullata. Dopo la colazione, alcuni di loro ( i più piccoli), fanno un riposino, mentre gli altri iniziano le varie attività divisi per gruppi, ad esempio in questi giorni, basandomi sulla fascia d’età dei bambini inseriti, ho proposto loro il percorso sensoriale-sonoro con l’utilizzo di vari strumenti sonori (il campanello, la trombetta, ecc…), il percorso sensoriale-olfattivo, usando dei sacchetti contenenti diverse spezie e, infine, il percorso tattile-colorato creato con del cartoncino posizionato a terra per dare loro la possibilità di colorarlo gattonandoci sopra.

Dopo esserci divertiti, invito tutti i bambini, anche quelli appena svegliati, in bagno per lavarli e cambiarli. Approfitto di questo momento per esplorare  l’acqua e il sapone e il tutto per loro diventa un gioco di bolle. Intorno alle 11:00 preparo la tavola per il pranzo. I bambini li dispongo in modo che ad ogni tavolo siano seduti i più autonomi in grado  di mangiare col doppio cucchiaio. Questa disposizione viene utilizzata allo scopo di stimolare i più piccoli a mangiare da soli per imitazione.

Dopo pranzo porto i bambini sul tappeto morbido, dove possono rilassarsi un po’…. e intorno alle 12:30 andiamo nella stanza del sonno, dove ci abbandoniamo sui lettini tra baci e carezze.

Al risveglio facciamo merenda e usciamo in giardino se è una bella giornata o restiamo in classe aspettando il Vostro arrivo!

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La nostra idea di sezione

Asilo Nido di Tor Bella Monaca Crescere Insieme II

Salve a tutti,

siamo Loredana, Jessica, Valentina, Gisella e Marianna le educatrici della sezione Piccoli Medi presso l’Asilo Nido di Tor Bella Monaca.

Vogliamo parlarvi della progettazione degli spazi dell’asilo nido il che’ significa non riferirsi solo alla collocazione dei materiali  e degli arredi, ma considerare che lo spazio e’ un contesto comunicativo, relazionale, cognitivo e come tale va’ pensato e preparato;

lo spazio organizzato ha un preciso significato educativo: favorire nel bambino lo sviluppo di un senso di appartenenza alla sua sezione ed al suo gruppo di coetanei e offre un’atmosfera rassicurante in quanto riconoscibile.

La disposizione del materiale di gioco deve essere stimolante, desiderabile, disponibile, cosicchè incentivi l’azione individuale e del gruppo.

Lo spazio nella sezione è strutturato in “angoli”, creati e pensati con arredi,materiali ed oggetti specifici che offrono al bambino continui stimoli.

Il materiale è alla portata dei bambini per un’utilizzo attivo, sono disposti in modo da rendere l’ambiente il piu’ interessante possibile senza creare confusione.

L’arredo è predisposto in modo tale da facilitare la creazione di un’ambiente caldo e rassicurante e nello stesso tempo evitare quei grandi spazi vuoti che disorientano il bambino.

Questo e’ il nostro modo di vedere la nostra sezione, pensata e creata tenendo conto dei loro bisogni evolutivi, il nostro compito sarà di agevolare il più possibile gli interessi ludici ed esplorativi dei bambini, rinforzando anche le prime forme di autonomia.

Le nostre convinzioni principali sono la continuità e la permanenza in modo tale che il bambino possa riconoscere lo spazio in cui muoversi da solo o con il gruppo.

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Le routines

di Serena Maestri, Asilo “Il giardino dei cuccioli”

Ciao a tutti,
sono un educatrice che lavora nel nido aziendale del San Filippo Neri  denominato “Il giardino dei cuccioli “, ed oggi voglio parlarvi di un argomento che ogni anno con la sua efficacia ci aiuta ad orientare i bambini sopratutto ad inizio anno. Indovinate di cosa sto parlando ?? Le routines. Ho scelto di parlarvi di ciò perché in questi mesi come non mai io e le mie colleghe ne abbiamo avuto bisogno per incominciare ad “impostare” il nostro lavoro, dopo gli inserimenti i bambini si sono trovati un po’ disorientati, ed è stata proprio la messa in pratica delle routines che ci ha aiutato a stabilizzare la situazione.
Ma nello specifico cosa sono queste routines ? Spesso a questo termine viene attribuito un significato negativo, definendole tutte una serie di attività ripetitive e tendenzialmente noiose che gli individui si trovano a svolgere giornalmente. Parlare di routine al nido, invece significa affrontare un argomento molto importante.
Le attività di routine al nido sono attività ritualizzate che scandiscono il tempo di permanenza al nido. Acquisendo questo carattere di ritualità in quanto sono eventi stabili e ricorrenti, aiutano il bambino a ritrovare giorno dopo giorno la sicurezza di una stabilità temporale . Grazie a questo rituale sollecitato da noi educatrici, e da passaggi sempre uguali ogni giorno che si ottiene una strutturazione della giornata logica e funzionale, costituendo allo stesso tempo una cornice organizzata e rassicurante  per i bambini, che inseriti in un contesto non familiare hanno bisogno di trovare elementi di stabilità permettendo loro di prevedere gli eventi di cui saranno protagonisti. Privi di elementi temporali di riferimento i bambini hanno bisogno di acquisire comportamenti programmati, stabilì in modo di avere una maggiore sicurezza su ciò che stanno vivendo. Così i vari momenti della giornata al nido a partire dall’ ingresso e finendo con l’ uscita, diventano rituali dei quali i bambini hanno bisogno.
Un rito che piace moltissimo ai bambini e che sto vivendo sulla mia pelle dove ogni giorno a suo modo mi emoziona e mi stupisce è il momento transitorio tra la fine della pappa e le ninne . Ogni giorno finita la pappa, dopo il lavaggio delle manine i bimbi si riuniscono in un angolo creato per loro per leggere delle storie. Non appena finito di lavarsi le mani i bimbi corrono felici in questo angolo e prendono loro stessi sempre lo stesso libro  chiamato “quando avevo paura del buio “che conoscono alla perfezione.
Seduti in cerchio ascoltano la storia. Immergendosi  nei panni del personaggio, anticipano mosse parole e smorfie, ed alla fine della storia chiudono i loro occhietti e contano fino a 10 per sconfiggere la paura del buio.

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“Vai dai tuoi bimbi?” …e io sorridendo gli rispondo “si.”

di Mariangela Gullà, Asilo Crescere Insieme

Salve a tutti mi chiamo Mariangela
sono un ausiliaria presso l’asilo nido di via Roiti 63.

Questo e’ il terzo anno che lavoro per crescere insieme e sono gia’ stata preceduta dalle mie colleghe degli altri nidi nel descrivere per quale societa’ seria lavoriamo.
Per come ci preparano con corsi sulla sicurezza, sia per la nostra persona che per chi frequenta la nostra struttura. E quindi volevo raccontarvi qual’e’ la parte che preferisco di questo lavoro. Ho sempre fatto lavori che mi permettevano di avere contatti con le persone,ma con bambini così piccoli mai,a parte i miei figli, è la mia prima volta.
E’ meraviglioso anche se di base il mio compito e’ pulire, pulire, pulire! Ma a volte e’ così divertente!!!! Perché? Perche ci sono quei bimbi che la mattina appena entrano salutano la mamma e via di corsa a prendere il carrellino delle pulizie e che a modo loro ti dicono …. ti aiuto? Ti aiuto?

C’e’ poi quello che appena entra non ti dice neanche ciao ma mi mette subito le mani in tasca, perche’ sa ‘che la macchinina che ieri, non trovava, è li’che aspetta il suo ritorno il giorno dopo.
Oppure le bambine che si vengono a riprendere le mollettine che io metto in fila sul fondo della mia maglietta quando le trovo in giro.E poi ci sono i piu’ grandi che alla fine riescono a dire il mio nome cosi’ lungo e difficile per loro, quelli che mi chiamano perche ‘ ci sono le briciole e tocca a me toglierle, e ancora chi ti sorride, chi vuole un bacio, chi ti dice ti voglio bene, chi ti fa la linguaccia, e chi ti da un abbraccio ci sono bambini che iniziano a camminare per la prima volta mentre porto una brocca d’acqua, chi ti fa ciao mille volte, chi mi chiama ‘’pappa’’ perche’ porto i piatti. Ma poi ahimè c’e’ anche quello che appena mi vede piange disperato, perché sono vestita di bianco e forse chissà gli ricordo una brutta visita dal medico, o quello che mi guarda sospettoso perche’ proprio non gli piaccio.

Questi e tanti altri sono i motivi per cui amo tanto questo lavoro. Lo sanno anche i miei figli, che la mattina quando mi salutano non mi chiedono ‘’vai al lavoro?’’ ma….’’vai dai tuoi bimbi?’’.
Ed io sorridendo gli rispondo “Si”….. A presto Mariangela Gulla’

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Essere educatrice

di Assunta Senese, Asilo Mio Nido Telecom Roma

Salve a tutti.
Mi chiamo Assunta Senese, sono un’educatrice professionale e lavoro da diversi anni con i bambini con una fascia d’età che và dai primi mesi di vita alla pre-adolescenza, iniziando da case famiglia fino ad approdare alla realtà dell’asilo nido.
Questo è il primo anno che lavoro con la società Esperia, al Mionido di Telecom Roma, dove sono nella sezione dei piccoli.
L’inizio del nuovo anno è stato molto esaltante per me, avevo già da tempo il desiderio di lavorare con i piccoli, relazionarmi con loro ed entrare nella loro dimensione di continua scoperta.
Le prime settimane sono state molto intense, nella fase di ambientamento abbiamo cercato di far trovare ai bambini un luogo quanto più accogliente possibile. Per loro è stato un momento nel quale iniziare ad esplorare ed a familiarizzare insieme ai genitori, sia con l’ambiente che con noi educatrici. Questa fase con i piccoli è molto delicata, bisogna dare a ciascuno il tempo per “avvicinarsi”, senza invadere il loro spazio. Con il genitore è fondamentale stabilire un buon rapporto di fiducia, in special modo con bimbi così piccini, tenendo sempre presente che è una realtà nuova anche per mamma e papà. Riuscire a creare un bel legame con i genitori, aiuta il bambino a sentirsi libero di scoprire e di conoscere, la serenità viene percepita e gli permette di affidarsi all’educatrice. Per alcuni questa fase è stata abbastanza fluida, per altri c’è stato bisogno di fare un lavoro più intenso per arginare le difficoltà iniziali, ma sappiamo che ogni bimbo è una personcina con le sue esigenze ed i suoi tempi, che vanno sempre rispettati. Oggi a quasi due mesi dall’inizio, mi fermo a pensare ai primi giorni in cui ho conosciuto i nostri piccoli amici, ma sembra che sia passato molto più tempo, per l’intensità dei momenti vissuti con loro e con i genitori.
Vederli ora che vivono la loro classe, che giocano sereni e sicuri e nel mentre ti cercano con lo sguardo, quasi a dire “lo so che sei qui per me”, è una cosa che mi rende felice.

 

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L’inserimento al nido

di Laura di Croce, asilo Crescere Insieme II 

Ciao mi chiamo Laura Di Croce, lavoro per questa società da circa due anni presso l’ asilo nido di via Tor Bella Monaca.

Quest’ anno sono nella sezione dei piccoli.

Il mese di settembre fino ai primi di ottobre si è svolto con gli inserimenti. L’ inizio della frequenza dell’ asilo nido segna un momento cruciale nella crescita del bambino, ma soprattutto in quella del genitore perché il momento in cui il bambino viene lasciato nelle mani dell’educatrice per quasi tutta la giornata, il genitore perde interamente il controllo della situazione.

L’ inserimento è un esperienza delicata e importante per il bambino, apre la possibilità di nuovi orizzonti, un primo sguardo sul mondo esterno ed è normale che il bambino affronti il momento della separazione piangendo.

Un buon inserimento dipende dalla capacità dei genitori di vivere il distacco in maniera cosciente e consapevole e dalla capacità dell’ educatrice di accogliere i bisogni affettivi e evolutivi del bambino e del genitore. Infatti va sottolineato che il primo rapporto di fiducia che si crea è quello tra genitore e educatore.

Inoltre il Nido rappresenta un ambiente efficace per capacità di relazionarsi del bambino con i pari e non e per lo sviluppo cognitivo e affettivo dei bambini.

Ciao a presto

Laura

 

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curiosità #4 – Halloween

Si avvicina il 31 Ottobre, il giorno di Halloween, vediamo di capire questa bizzarra festività importata dagli americani.

Dagli Stati Uniti all’Italia
Sebbene la festa di Halloween appartenga storicamente ai paesi anglosassoni, anche in Italia è ormai molto diffusa l’usanza di festeggiare questa notte stregata. Feste e balli in maschera si organizzano in locali notturni e discoteche a rievocare le atmosfere macabre degli spiriti dei morti che vagano sulla terra. Si tratta di un secondo carnevale di importazione anglosassone dove Colombina e Pulcinella lasciano il passo a streghe, diavoli e personaggi raccapriccianti nati dai set cinematografici dei film horror. Una nuova moda che alimenta il mercato delle zucche di plastica, delle maschere orride, dei ragni e dei pipistrelli di gomma, e che spesso si sovrappone alle nostre tradizioni legate alla festa dei morti.Se paragonato al Carnevale, specie visto con gli occhi di chi vede la recente importazione della festa che fino a pochi anni fa era solo vista nei film statunitensi, Halloween spesso non richiama simpatie dal punto di vista educativo. Il fatto di chiedere dolciumi “minacciando” scherzetti può lasciare perplessi molti genitori. Inoltre se i bambini si vestono da streghe e maghi, i più grandi sfruttano l’occasione per sfoggiare maschere da film dell’orrore, teste mozzate ecc. che poco hanno a che fare con la commemorazione dei defunti. Oggi, ad Halloween gli americani spendono più di 6,8 miliardi dollari per festeggiare Halloween. E ‘una media di oltre 72 $ per nucleo familiare!

Ma qual è l’origine di questa festa?
Halloween (o Hallowe’en) è una festività che si celebra principalmente negli Stati Uniti la notte del 31 Ottobre e rimanda a tradizioni antiche della cultura celtica e anglosassone. La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria. Oggi è diffusa anche in altri Paesi del mondo e le sue caratteristiche sono molto varie: si passa dalle sfilate in costume ai giochi dei bambini, che girano di casa in casa chiedendo dolcetto o scherzetto, trick or treat? (in passato tradotto in italiano anche con “Offri o soffri?”). Elemento tipico della festa è la simbologia legata al mondo dell’occulto, tradotta sottoforma di immagini macabre tra cui le zucche intagliate di jack-o’-lantern.

Festa per bambini o per adulti?
In un primo momento, Halloween è stato promosso soprattutto come festa per bambini. I primi costumi erano destinati soltanto ai bambini. Nel corso del tempo, però, anche gli adulti hanno cominciato ad amare il giorno di festa tanto quanto i bambini. Non passò molto tempo prima che i costumi disponibili cominciarono a diventare anche per adulti. Oggi, per Halloween negozi di costumi offrono migliaia di opzioni per coloro che vogliono giocare dress-up su Halloween. Si può essere un fantasma, un lupo mannaro, un vampiro, un pirata, una fata, un clown, un supereroe o una qualsiasi di una miriade di altri personaggi. I bambini, in questo giorno, hanno infatti la possibilità di travestirsi “terrorizzando” gli adulti, che, a loro volta, sono costretti a essere tolleranti con i bambini, i loro giochi e i loro scherzi, in America spesso tremendi. Da un punto di vista psicologico questo significa la possibilità di depotenziare certe paure, e nello stesso tempo i bambini abbandonano temporaneamente la loro identità acquistando la libertà dalla sorveglianza e dai rimproveri degli adulti.

 

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curiosità # 3 – La mamma Blogger

l fenomeno della “mamma blogger” si sta diffondendo sempre di più in rete, questo qui di seguito è un articolo che Debora, una neo mamma blogger, ha gentilmente scritto per noi.

Ciao a tutti, sono Debora mamma di due gemelle di 4 anni.

Ho da poco aperto il blog crescereduegemelli-debora.blogspot.it, in cui parlo delle mie esperienze personali riguardante questa situazione di mamma bis.

E’ nato quasi per gioco questo blog, ma con il tempo, mi sono appassionata sempre di più,per raccontarmi e condividere la mia esperienza.

Tratto temi di gravidanza,salute del bambino,crescita e sviluppo, certo questi argomenti sono riportati dopo essermi informata tramite riviste e giornali che adoro leggere.

L’ho strutturato un po’, per come avrei voluto che fosse se io mamma, trovassi un blog, questi sono gli argomenti che vorrei trovare all’interno. E soprattutto mi piace conoscere gente nuove, mamme, persone per scambiarsi pareri, consigli, e due chiacchiere in questo lungo inverno che è appena incominciato.

Ultimamente  ho introdotto una nuova pagina, che tratta i nomi dei bambini e il loro significato, “Come si chiamerà?” l’ho intitolato così, ho appena iniziato e lì troverete i primi nomi. Spero che vi possa piacere, e se avete un po’ di tempo e curiosità vi aspetto.

Un abbraccio a tutti

Debora

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